LA NOSTRA STORIA

La Storia di Justmine

COPERTINA 1- stazione oleggio

Il viaggio nella storia dell’azienda Justmine comincia da qui, dalla stazione ferroviaria di Oleggio, una cittadina piemontese in provincia di Novara. Quella che vi vogliamo raccontare è la storia di un popolo sulla collina del Ticino, che nel corso dei secoli ha attraversato fatti e avvenimenti fino ad arrivare alla storia presente, di cui Justmine fa parte, e che ne è il risultato e il continuo. Non a caso partiamo dalla stazione ferroviaria, simbolo di sviluppo e di modernità, valori che accomunano gli oleggesi, insieme alla laboriosità e creatività, valori che accomunano il popolo italiano e che sono alla base dell’artigianato made in Italy. Sono questi gli ingredienti principali della nostra storia, che ancora oggi ci permettono di avere un prodotto originale e unico.
Ma proviamo a salire sul quel treno e a fare un viaggio nel passato per scoprirne di più…

 

IMMAGINE 2- mappa storica

Oleggio ha una storia antica ed il suo territorio è la scena di molti avvenimenti storici importanti fin dai tempi romani. La sua fortuna è dovuta alla posizione geografica: è collocata su una collina ai piedi del Ticino, che assicura la possibilità di coltivare i terreni ma anche di essere vicino ad una delle vie commerciali più importanti della Lombardia, permettendo il traffico di merci da e verso Milano, grazie ad un porto sul fiume. Inoltre si colloca a metà strada tra Novara e Arona, per cui è il luogo di sosta di commercianti e viandanti
e ben presto diventa un vero e proprio centro commerciale. La produzione tessile artigianale è alla base dell’economia oleggese, legata in particolare alla corsetteria e al costume da bagno.

 

IMMAGINE 3- per sito

La piazza di Oleggio, il centro pulsante di un borgo vivace e moderno, legato al passato ma proiettato al futuro…

 

dai bachi di seta ai telai

E, fornito il lavoro, ei torna al passo

per la carraia ingombra di fascine:

con la sua muta va verso il canile,

va verso Oleggio ricca di filande”

G. D’Annunzio, “La Muta”

L’allevamento del baco da seta e la successiva vendita dei bozzoli alle filande ha costituito per molti secoli un mezzo di sostentamento importante per molte famiglie dell’intero territorio novarese. Tra gli anni ’40 e ’50 le filande scomparvero da Oleggio, sebbene rimase viva la pratica della bachicoltura. L’attività artigianale prese così piede, trasformandosi nel tempo in attività tessile, formando dei piccoli centri di lavoro imprenditoriale autonomi, che rimarranno vivi anche nei secoli futuri, fino ad oggi. La collocazione geografica ha consentito agli oleggesi di avere una porta aperta su Milano, rimanendo in una dimensione locale e periferica ma sempre al passo coi tempi.

 

 

operaie gagliardi

Dalla bachicoltura si è passati alla lavorazione di lino e canapa in un primo momento, di cotone successivamente. Molti benestanti signori milanesi decidono di investire in campo tessile, soprattutto in seguito alla rivoluzione industriale e alla diffusione della macchina a vapore. La presenza di importanti vie di comunicazione verso le località piemontesi, in particolare il Ticino, ha consentito a molti imprenditori di insediare la propria attività in questa regione, permettendo uno sviluppo economico e commerciale dell’area.
In questi anni, un’azienda ha segnato la storia dell’attività produttiva di Oleggio: la MGO, Manifattura Gagliardi Oleggio, fondata nel 1896 e la Fratelli Gagliardi, successivamente ad una scissione. Inizialmente specializzati nella produzione di bustini, in seguito, col cambiare delle mode del tempo, incentrano la loro attività sui costumi da bagno. La vera rivoluzione si avrà negli anni ’60 circa, quando, in seguito ad un viaggio negli Stati Uniti, il signor Gagliardi scopre l’esistenza di un tessuto particolare e nuovo nel panorama italiano: la lycra. Nasce così un nuovo tipo di costume da bagno, e la Gagliardi sarà l’unica azienda a produrlo in Italia. L’azienda inizia così ad ingrandirsi e si formano dei piccoli laboratori satelliti nei dintorni, a cui la Gagliardi conferisce lavoro. La maggior parte delle donne di Oleggio vengono impiegate nei vari settori, dalla confezione alla stireria, specializzandosi in una lavorazione artigianale di alto livello: ogni operaia si distingueva a seconda della specializzazione in base al colore del grembiule indossato, simbolo di una capacità lavorativa e di indipendenza. L’intera società oleggese faceva parte ed era il frutto dell’attività commerciale ed imprenditoriale legata al nome della Gagliardi. Questi piccoli laboratori sparsi nei dintorni dell’azienda, dapprima formati da due o tre persone che si riunivano negli scantinati o nelle case, pian piano sono diventate delle entità indipendenti, di piccole dimensioni, fortemente specializzate, tramandando la raffinatezza dell’artigianalità Made in Italy.

storia costumi

La storia del costume da bagno si lega e interseca con la storia di Oleggio, che si specializza in questo tipo di produzione soprattutto nel secondo dopoguerra, grazie all’azienda Gagliardi. A partire da questo periodo, c’è un’evoluzione sorprendente nel mondo del costume da bagno, sia per quanto riguarda la modellistica, sia per quanto riguarda i materiali utilizzati: se fino all’inizio del Novecento il costume da bagno non era altro che un abito composto da pantaloni ricoperti da una lunga veste, che negli anni si accorcia fin sopra le ginocchia, dopo la Seconda Guerra Mondiale si riduce sempre più, fino ad arrivare al moderno bikini. La voglia di ricostruire e riprendere in mano la propria vita, attraverso il divertimento, lo svago e la leggerezza, portano all’ottenimento di maggiori libertà e al cambiamento degli stili di vita; e il costume da bagno, insieme alla scoperta dei bagni in mare e alla nuova abitudine della villeggiatura, diventa il simbolo della liberalizzazione degli usi e del cambiamento delle regole sociali. I primi costumi da bagno sono in lana o cotone, poi in lino e seta, a seconda degli usi, di colore blu, nero, bianco o rosso. Negli anni Trenta del Novecento, le idee naturiste sui benefici del sole e dei suoi raggi, fanno ridurre la stoffa con cui vengono confezionati i costumi da bagno. Le scollature sulla schiena si ampliano e i pantaloncini si staccano del tutto dal corpetto. I costumi, realizzati in jersey o Lastex, aderiscono al corpo slanciando la figura. Le fantasie che vanno per la maggiore sono colorate stampe a fiori, mentre si diffondono le vestaglie da portare sopra il costume. Nel 1939 la casa di moda Jantzen lanciò il primo due pezzi “ufficiale”; il reggiseno era in realtà un bustino che copriva l’ombelico, mentre i pantaloncini arrivavano sotto l’anca. La grande rivoluzione arriva nel 1946, ad opera dello stilista svizzero Louis Reard: a Parigi infatti, fa la sua comparsa il bikini, composto da due pezzi, con una ridotta mutandina che lascia scoperto l’ombelico. Il bikini provoca un autentico choc, è ancora bandito e spesso il suo uso in luogo pubblico viene punito dalle forze dell’ordine per oltraggio al pudore. La moda ufficiale propone prendisole al ginocchio, bustini doppiopetto con gonnelline a godet. Il costume più diffuso è intero, con gonnellino stretto e aderente. La novità è la rivoluzionaria Lycra, che garantisce aderenza al corpo e che asciuga velocemente.

IMG_0151

Nel 2012 nasce Justmine S.r.l, un’azienda di moda che fa del Made in Italy e dell’originalità un vero e proprio punto di forza. Il fatto che nasca a Oleggio non è una casualità: la storia del costume da bagno si lega indissolubilmente alla storia del Paese e Justmine ne fa tesoro e la rilegge in chiave contemporanea, per poter proporre delle collezioni che affondano le radici nel passato ma allo stesso tempo rivolti al futuro, sempre al passo con i tempi. Il passato si rivive nella scelta di un lavoro artigianale totalmente Made in Italy, per la maggior parte Made in Oleggio; la ricercatezza dei materiali e delle stampe invece si lega alla moda dei nostri giorni, mirando a prensentare collezioni sempre nuove e originali.